O che bel stare è stare in Paradiso Dove si vive sempre in fest’e riso Vedendosi di Dio svelato il viso O che bel stare è star in Paradiso.
Ohimè che orribil star qui nell’inferno Ove si vive in pianto e foco eterno Senza veder mai Dio in sempiterno Ahi, ahi, che orribil star giù nell’inferno.
Là non vi regna giel, vento, calore, Che il tempo è temperato a tutte l’hore Pioggia non v’è, tempesta, nè baleno, Che il Ciel là sempre si vede sereno.
Il fuoco e ‘l ghiaccio là, o che stupore Le brine, le tempeste, e il sommo ardore Stanno in un loco tute l’intemperie Si radunan laggiù, o che miserie.
Havrai insomma là quanto vorrai E quanto non vorrai non haverai E questo è quanto, o Musa, posso dire Però fa pausa il canto e fin l’ardire.
Quel ch’aborrisce qua, là tutto havrai Quel te diletta e piace mai havrai E pieno d’ogni male tu sarai Disperato d’uscirne mai, mai, mai!
O che bel stare è star in Paradiso Dove si vive sempr’in fest’e riso Vedendosi di Dio svelato il viso O che bel stare é stare in Paradiso.
La luna, muy feroz y transparente llamaba a los perdidos, como siempre a la fiesta de los cañaverales. Mancha de sangre en el cuento del nazareno. ¿Es la sangre, la primera? Torcemos con amor el vuelo de los pájaros. Ella es bien bonita, sabe herir a los pendejos. Tenemos que dormir en una calle abandonada. Es fácil engañarnos, algo como nuestro celo se da en cualquier lugar: Vi a los guazunchos cerca del Bermejo temblar, entre los pastos y la ruta, alto y furioso Chaco de la sangre.
2 comentarios:
hermoso, punki
O che bel stare è stare in Paradiso
Dove si vive sempre in fest’e riso
Vedendosi di Dio svelato il viso
O che bel stare è star in Paradiso.
Ohimè che orribil star qui nell’inferno
Ove si vive in pianto e foco eterno
Senza veder mai Dio in sempiterno
Ahi, ahi, che orribil star giù nell’inferno.
Là non vi regna giel, vento, calore,
Che il tempo è temperato a tutte l’hore
Pioggia non v’è, tempesta, nè baleno,
Che il Ciel là sempre si vede sereno.
Il fuoco e ‘l ghiaccio là, o che stupore
Le brine, le tempeste, e il sommo ardore
Stanno in un loco tute l’intemperie
Si radunan laggiù, o che miserie.
Havrai insomma là quanto vorrai
E quanto non vorrai non haverai
E questo è quanto, o Musa, posso dire
Però fa pausa il canto e fin l’ardire.
Quel ch’aborrisce qua, là tutto havrai
Quel te diletta e piace mai havrai
E pieno d’ogni male tu sarai
Disperato d’uscirne mai, mai, mai!
O che bel stare è star in Paradiso
Dove si vive sempr’in fest’e riso
Vedendosi di Dio svelato il viso
O che bel stare é stare in Paradiso.
Publicar un comentario